(S)RADICAMENTI

RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

Trevignano, Villa Onigo
(S)RADICAMENTI. Monologo e lettura scenica tratti da “Storia di alberi e della loro terra” di Matteo Melchiorre
con Matteo Melchiorre – voce narrante – Nelso Santon – contrabbasso

foto di Eberhard Grossgasteiger – unsplash

In un’epoca in cui alberi e boschi, loro malgrado, sono divenuti oggetto di retorica e di strumentalizzazione, il percorso di indagine confluito in Storia di alberi e della loro terra vuole essere un richiamo a una percezione più sfumata e più centrata per raccontare l’interazione tra uomo, alberi e bosco. Nato da un incontro tra Matteo Melchiorre e Nelso Salton, e cioè da un incontro tra una penna e un contrabbasso, nella foresta di Somadida, lo spettacolo (S)RADICAMENTI , in un intreccio di letture, monologhi e musica, si addentra in una esplorazione di alberi, straordinari e ordinari, di uomini e di storie, vorticando verso il cuore di un tema cruciale della contemporaneità: il rapporto tra luoghi marginali e futuro.

Matteo Melchiorre ha lavorato presso l’Università Ca’ Foscari, lo Iuav di Venezia e  l’Università degli Studi di Udine e dirige attualmente il Museo Casa Giorgione e la Biblioteca comunale di Castelfranco Veneto. Si occupa di storia economica e sociale del tardo Medioevo e di edizione di fonti. Autore di numerosi saggi scientifici, dedito alla scrittura letteraria, ha pubblicato: Requiem per un albero (2004), La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi) (2011), La via di Schenèr (2016, Premio Mario Rigoni Stern 2017 e Premio Cortina 2017) e Storia di alberi e della loro terra (2017).

Ingresso libero

Evento organizzato con il patrocinio del Comune di Trevignano ed in collaborazione con l’associazione GAST Campilonghi

Berlino, il sogno tradito

sabato 30 novembre
Montebelluna, Villa Zuccareda Binetti
Ore 18.00
BERLINO, IL SOGNO TRADITO. In Europa 16 nuovi muri in trent’anni
incontro con Valentina Furlanetto – giornalista di Radio24

foto di Morgana BartolomeiUnsplash

La caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, doveva significare per l’Europa la fine dei confini e delle barriere. I politici dissero “mai più”. Ma da allora muri, recinzioni e barriere si sono moltiplicati. Sono di cemento, di acciaio, ma si tratta anche di barriere tecnologiche, con raggi infrarossi e droni. Fortificazioni erette per il timore del terrorismo e delle migrazioni. Valentina Furlanetto, inviata sul posto di Radio 24, racconterà quell’evento, la caduta del muro, e proporrà un viaggio attraverso i muri in Europa oggi.

L’Europa, dove nel 1989 venne abbattuto il muro di Berlino, promise mai più muri sul suo territorio. Oggi ce ne sono 16 per quasi mille chilometri di recinzioni, barriere, filo spinato, radar. La paura di attentati terroristici e i flussi migratori hanno portato il vecchio continente a chiudersi come una fortezza. Passano droga, merci, tabacco, ma non passano gli uomini. Ha iniziato al Spagna che tra il 1995 e il 2005 ha isolato Ceuta e Melilla, le due enclavi che possiede in Marocco. Poi i paesi baltici, infine nel 2015 sono sorte recinzioni fra Francia e Gran Bretagna, in Norvegia, Svezia, Austria, Ungheria, Polonia, Slovenia, Grecia, Bulgaria, Macedonia. Periodicamente si parla poi del progetto di un muro fra Italia e Austria e fra Italia e Slovenia, mentre fra Italia e Svizzera esiste già una barriera virtuale fatta di un intenso pattugliamento di Berna con droni e satelliti sul confine. Fra Francia e Italia nessun muro ma il passo di Bardonecchia è pattugliato e i respingimenti dei minori hanno creato spesso tensioni fra Parigi e Roma.

Valentina Furlanetto

Valentina Furlanetto, veneta, arriva a Milano dopo una laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Venezia, un’esperienza in Gran Bretagna e la Scuola di Giornalismo Ifg di Urbino. Dopo due anni nella redazione di Lettera Finanziaria di Giuseppe Turani (Repubblica online) approda nel 2002 alla redazione News di Radio 24. Per i Gr si occupa di economia, attualità, esteri. Ha curato la rubrica Paese sommerso sull’evasione sociale. Conduce, in assenza di Debora Rosciani e Sebastiano Barisoni, i programmi economici Salvadanaio e Focus economia. Ha curato e condotto Senza Fine di Lucro e Figli di un Dio minore sul Terzo settore, Ascolto gli altri sui temi dell’immigrazione e Voci d’Impresa. Ha pubblicato i libri d’inchiesta L’Industria della Carità (2013) e Si fa presto a dire madre (2010).

Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata:
levi.alumni@gmail.com o 349 3364301

Evento in collaborazione con la Fondazione Museo dello Scarpone

La bomba. Il racconto civile di piazza Fontana

venerdì 22 novembre
Montebelluna, Villa Zuccareda Binetti
Ore 20.45
LA BOMBA. IL RACCONTO CIVILE DI PIAZZA FONTANA
reading con Guido Lorenzon – testimone – Daniele Ferrazza – giornalista

12 dicembre 1969, ore 16:37: nel salone della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano scoppia una bomba. I morti saranno 17, i feriti 88. Sono passati cinquant’anni esatti da una data che ha segnato la storia della Repubblica. In modo indelebile. Dimenticare è impossibile, ma trasmettere il senso della memoria alle giovani generazioni è un impegno morale e civile.

Con questo spirito il testimone Guido Lorenzon ha deciso di realizzare insieme al giornalista Daniele Ferrazza un testo destinato alle nuove generazioni e rivolto particolarmente a chi nel 1969 non era ancora nato e poco trova di questa vicenda, ancor oggi, nei libri di storia contemporanea. Guido Lorenzon è colui che per primo consentì con la sua testimonianza di volgere le indagini nella direzione del terrorismo nero, ‘matrice’ alla fine confermata dalle sentenze e dal lavoro degli storici.

Si tratta di un lavoro a quattro mani che descrive mezzo secolo di inchieste e processi, depistaggi e deviazioni, che incrocia personaggi della politica e delle istituzioni ai ricordi personali. Un racconto che descrive cinquant’anni di inchieste e processi, depistaggi e deviazioni, che incrocia personaggi della politica e delle istituzioni. Cinquant’anni che non sono riusciti a consegnare alla giustizia i responsabili, mandanti e autori materiali, della strage che ha cambiato la storia d’Italia dando vita alla lunga stagione del terrorismo.

Con la sua coraggiosa testimonianza, nei giorni successivi alla strage, Guido Lorenzon aveva chiaramente indicato ai magistrati di Treviso nomi e cognomi di coloro i quali avevano organizzato la strage. Non fu creduto e una lunga serie di deviazioni impedirono l’accertamento della verità. Con il passare del tempo quella testimonianza è stata riconosciuta essenziale e decisiva per il raggiungimento della verità.

Daniele Ferrazza e Guido Lorenzon

Guido Lorenzon è stato il primo testimone a indicare il coinvolgimento di Giovanni Ventura e Franco Freda negli attentati del 1969 e nello scoppio di piazza Fontana. Su questa vicenda nel 1976 ha scritto «Teste a carico». Docente in pensione, si è sempre occupato di comunicazione istituzionale e sociale.

Daniele Ferrazza, giornalista, ha realizzato diverse inchieste sul Veneto e il Nordest, è promotore di molte iniziative di memoria civile. E’ stato assessore alla cultura e sindaco di Asolo. Nel 2013 ha vinto la targa del presidente della Repubblica al Premio cronista dell’anno dell’Unione nazionale cronisti italiani, con un’inchiesta sui giovani all’estero.

Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata:
levi.alumni@gmail.com o 349 3364301

Evento in collaborazione con la Fondazione Museo dello Scarpone