LA PAROLA POETICA

Si tratta di un laboratorio di tre incontri per un totale di 15 ore condotto da Lucilla Giagnoni che leggerà, commenterà e svelerà i segreti del Linguaggio e della grande Poesia e lavorerà in coro e individualmente con i partecipanti.

Si userà la metodologia dell’Attore per raccontare, avere un corpo “scenico” e affrontare il difficile compito di pronunciare la Poesia a voce alta e di incarnarla e, poiché tra i poeti italiani chi più di tutti ha sperimentato, ragionato, scritto sulla lingua, chi ha raggiunto la massima consapevolezza della possibilità sonora ma anche corporea e fisica della lingua è Dante, sarà straordinario scoprire come nella Divina Commedia, la parola è data per attivarci tutti i sensi.

Per informazioni, costi e prenotazione
info@levialumni.it / 348 8680090

 

ORARI DEL LABORATORIO

  • venerdì 2 novembre, ore 20.30-23.30
  • sabato 3 novembre, ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00
  • domenica 4 novembre, ore 10.00-13.00 e 14.30-17.30

 

CONTENUTI

A scuola lo studio della Poesia può diventare un momento di noia, fino alla persecuzione, o un vero momento di libertà, di incontro-confronto con se stessi, un mezzo per trovare la propria Voce.

Il fatto è che la Poesia è difficile.

È lingua che pare avvilupparsi, è parola densa che significa più di quello che si coglie dal solo senso. perché è sintesi estrema ma anche canto infinito.

È nella parola, nel suono stesso che si rivela il vero senso della Poesia.

Straordinario è stato per me scoprire come proprio nella Divina Commedia la parola sia corporea, fisica, sensoriale: è Voce, è Corpo che risuona; come suono interessa un insieme di parti del corpo, l’apparato fonatorio che produce ed emette la voce, e l’udito, che partecipa – regolandola- alla produzione della voce e la riceve.

(Risulta evidente, a questo punto, che prima di affrontare il problema del Linguaggio, della Voce e del Suono, è necessario condividere alcuni elementi fondamentali delle tecniche teatrali sul Corpo e sullo Spazio).

A scuola ci viene detto che la Divina Commedia è un capolavoro, e poi, per anni, non facciamo altro che decodificarlo, parafrasarlo, con parole brutte e imprecise, per tradurne la “storia”, che spesso viene ridotta a “storiella”, allontanandoci dalla semplicità della perfezione delle alchimie dei suoi suoni, dei ritmi e respiri, che ci permetterebbero di capirla assai meglio.

Lo stesso accade coi canti del Petrarca, di Leopardi, di Montale.

Lo stesso accade con tutta la Poesia.

La Poesia letta ad alta voce è come se ritrovasse un corpo nel quale prendere forma di cosa Viva. Umana.

Leggere ad alta voce è come ospitarla dentro di noi, diventarne parte, in parte diventarne autori, e  così dare anche tempo alla comprensione.

E se nel suono della parola poetica sta il senso segreto del mondo, pronunciandolo compiamo il miracolo di creare il mondo.

Lucilla Giagnoni

 

OBIETTIVI

– acquisire una maggiore consapevolezza di sé attraverso l’atto performativo

– acquisire tecniche espressive relative al linguaggio teatrale

– acquisire elementi di base delle tecniche dellla Narrazione

– acquisire competenze sul linguaggio in genere,  sulla lingua italiana (analisi dei suoni e delle lettere) e sulla lingua poetica (metrica e figure retoriche)

– dimostrare che la lettura a voce alta, realizzata seguendo alcuni criteri, favorisce la comprensione del testo

– individuare e condividere gli elementi di “grandezza artistica”, di “contemporaneità” e “vitalità” dei Poeti considerati maestri, che vengono studiati a scuola

 

PROGRAMMA E MODALITÀ DI ATTUAZIONE

– lavoro sul raccontare e sulla presentazione di sé

– lavoro alla base di tutte le tecniche teatrali: sul corpo,  sulla verticale, sulla creazione dei caratteri attraverso le variazione della verticale, lavoro  sul controllo e l’invenzione dello spazio, lavoro sulle direzioni

– lavoro sullla Voce e sul Suono: elementi di base di concoscenza del tratto vocale,  sulle potenzialità e sulle patologie

– lavoro sul Linguaggio: introduzione al significato segreto delle lettere dell’alfabeto a partire dalla loro pronuncia

– analisi delle sonorità della lingua italiana

– esercizi

– studio dei risuonatori nel corpo e del “vocal-tract”

 

Questo primo anno prevede l’analisi letteraria e poetica di due canti dell’Inferno: il V canto dell’Inferno ( Paolo e Francesca) della Divina Commedia (versi 70-142) di Dante Alighieri; analisi della “teatralità” e della interpretazione d’attrice di Lucilla Giagnoni del XXVI canto dell’inferno (Ulisse), vv. 85-142

 

Novara – inaugurazione Teatro Faraggiana – Canto alla Citta’ – Lucilla Giagnoni – Orchestra Dedalo – foto Paolo Migliavacca

Scarica il Volantino