“Lettera a una ragazza in Turchia”

Antonia Arslan parlerà del suo ultimo romanzo

“Lettera a una ragazza in Turchia”

Mercoledì 1 febbraio  2017
ore 20.45
presso l’Auditorium ” Vittorio Bachelet” di Montebelluna

 

Questa serata di incontro con l’autore, organizzata da Levi Alumni e il Circolo Culturale La Pieve, è  dedicata al valore della memoria e del ricordo. Non casualmente è stata pensata tra il 27 gennaio, giornata della memoria dell’olocausto, e il 10 febbraio, giorno del ricordo delle vittime delle foibe.

“Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.”.

Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subito un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della Masseria ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui ridà vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.


Antonia Arslan, padovana di origine armena, ha insegnato per molti anni Letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Padova. È autrice, fra l’altro, di un fortunato testo su Dino Buzzati (Invito alla lettura di Buzzati) e di saggi pionieristici sulla narrativa popolare e d’appendice e sulla “galassia sommersa” delle scrittrici italiane dell’Ottocento (Dame, droga e galline, 1977, 1985; Dame, galline e regine, 1998, 2013).

Ha ritrovato le sue radici armene traducendo Il canto del pane e Mari di grano (1992, 2014) di Daniel Varujan e scrivendo i bestseller La masseria delle allodole (2004, tradotto in venti lingue e reso in film dai fratelli Taviani) e La strada di Smirne (2009). Nel 2010 è uscito Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio, sulla sua esperienza nel tunnel del coma; nel 2011 i racconti brevi del Cortile dei girasoli parlanti; nel 2012 Il libro di Mush, la storia di due donne che, durante il genocidio, salvano un prezioso manoscritto; nel 2013 i racconti del Calendario dell’Avvento.

Nel marzo 2015 pubblica il terzo volume della serie armena, Il rumore delle perle di legno. Nel 2016 ha pubblicato il libro Lettera a una ragazza in Turchia.

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